Jah Shaka

Jah Shaka è un monumento alla storia del dub, in particolare a quella corrente che si è sviluppata in Inghilterra ed soprattutto a Londra, esportata insieme a reggae e ska dalle migliaia di immigrati Jamaicani che in quegli anni hanno lasciato la loro terra per cercare fortuna in europa. Non e’ solo suggestione: quest’uomo veicola un’esperienza ed un carico di storia davvero enormi, una tempesta di bassi e dubs che abbraccia tre intensi decenni.

Ha iniziato agli inizi degli anni ’70 con il  Cloudburst Freddie Sound System, ancora prima di costruirsi il proprio, e da allora Shaka ha sempre coinvolto un vasto pubblico nella capitale inglese, di tutte le provenienze e razze.

Da quegli anni fino ad oggi egli è rimasto sempre coerente alla sua fede rastafariana e alla sua musica, una selezione di “dub from the roots”, cioè di versioni e remix dub a partire da traccie reggae roots, sempre uniche ed invidiate dagli altri sound system.

Negli anni ’80, quando la maggior parte dei sound londinesi apriva la strada nuove correnti della musica reggae, quali la dance hall, egli rimane sempre fedele alla linea del suo basso penetrante e in un’intervista riguardante proprio il nuovo genere afferma:

“..la parola Dance Hall non fa parte del mio vocabolario.”

Le sue produzioni di questi anni colmano un gap nel mercato, si produce lui quello di cui ha bisogno, come i primi produttori giamaicani che crearono lo ska. L’intensita’ delle session e la potenza del sound entrano nella leggenda. Il pubblico che lo segue e cresce, e la sua musica si diffonde anno dopo anno sempre di più in Europa e anche in giro per il mondo.

Negli anni ’90 Shaka non e’ piu’ solo, ma puo’ considerarsi ispiratore e padre di una nuova scena roots-dub digitale inglese. Abashanti (il piu’ noto) comincia proprio imitando la Shaka vibe. Pubblico ampiamente multirazziale e una selezione di roots music digitale prevalentemente made in UK, sono cio’ che rende questi sound un circuito totalmente separato da quello  giamaicano.

Jah Shaka continua a suonare ancora oggi come negli anni ’70. Un piatto solo, sempre quello, probabilmente comprato nei ’60, cosi’ come le casse sono le stesse, veterane di mille clash. Ora Shaka non si scontra piu’ con nessuno, e’ un istituzione di fama internazionale fuori dal tempo e dall’arena polverosa in cui gli altri cercano di emergere, nel sempre duro sound business.

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~ di vjchris3 su 15 aprile 2010.

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