Dub

Fin dai tempi del rock-steady e dello ska in Giamaica venivano registrate, sul lato B dei 45 giri, le versioni strumentali dei brani registrati sulla facciata A. Inizialmente ciò veniva fatto per sfruttare maggiormente il lavoro degli artisti; i musicisti e i cantanti erano pagati per la canzone e non per le versioni mixate che venivano prodotte. Come spesso di è verificato nella storia della musica giamaicana, condizioni di sfruttamento, scarse tecnologie datate ed emarginazione sociale vengono ribaltate e trasformate in creatività rivoluzionaria.

Negli studi di registrazione, spesso la parte strumentale veniva riarrangiata completamente, il ritmo rallentava, gli strumenti melodici (tastiere e fiati) affioravano solo in un tappeto sonoro dove il basso e la batteria dominavano la scena. La musica così creata prende il nome di dub ,da double (nel senso di doppia versione di uno stesso brano). I produttori che lavoravano al mixaggio diventano col tempo e l’esperienza musicisti estremamente creativi. King Tubby (all’anagrafe Osbourne Ruddock) è tra i primi ad usare tecniche particolarmente innovative. Ecco come descriveva le sue prime esperienze:

“Io avevo una piccola macchina del dub, prendevo in prestito i nastri dai produttori e li mixavo in maniera differente. Lavoravo al taglio dei dischi ed una volta che il nastro girava sfumavo la voce, questa era una prova di taglio. Bene io prendevo alcune di queste cose, le portavo a casa ed il sabato le facevo ascoltare pensando- le faccio ascoltare perché il sound è eccitante in questa maniera-; la registrazione cominciava con la voce, poi la voce scompare ed il ritmo và ancora. Portavo le registrazioni nelle dance-hall e la gente ballava fino all’inverosimile, per questo dovevamo farle ascoltare”

la maturazione degli anni passati negli studi di registrazione portano priprio Tubby, già ben noto per il suo talento da ingegnere del suono, a fare di questa pratica un genere musicale a se stante, contribuendo notevolmente alla definizione e allo sviluppo del dub.

Tutto questo avviene verso la fine degli anni ’60, quando già il reggae iniziava ad animare la scena jamaicana; proprio questo genere è quello da cui più spesso i dubbers portivano per creare i propri remix; si può dunque dire che il dub è figlio del reggae e più in particolare del roots reggae, o ciò che è derivato dalla fusione dello stesso con un insieme di pratiche a livello di registrazione che portano in se le radici della musica elettronica .

L’effetto sugli ascoltatori è subito strabiliante: le potenti vibrazioni del basso amplificato in studio colpiscono allo stomaco animando in modo deciso, insieme al suono martellante della batteria, il movimento della danza. Ad un tratto la linea del basso si arresta ed entra la voce, che cattura l’attenzione della mente… ma è solo un attimo, perché velocemente viene sfumata o modificata  delay, riportando in primo piano la ritmica. Gli effetti elettronici, gli echi e i riverberi creano atmosfere cosmiche ispirate alla religione Rasta, al fumo della ganja e al mito del ritorno in Africa.

Qualcuno ha avvicinato questo suono alla psichedelia, ma, a differenza della musica dei giovani bianchi, qui predominano la coscienza del corpo e la rabbia del ghetto, senza del resto abbandonare i contenuti mistici. Il cupo suono del basso rimanda subito alle tremende condizioni delle bidonville della Giamaica. La ritmica ossessiva di derivazione africana suona minacciosa per tutti gli estranei alla comunità.

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~ di vjchris3 su 7 aprile 2010.

4 Risposte to “Dub”

  1. […] nel Gennaio ‘41 e muore nel Febbraio ’89. E’ ritenuto senza dubbio l’inventore della musica Dub, grazie alla sua ricerca e sperimentazione dell ambito del Sound Engineering durante gli anni ’60 […]

  2. Belli i progetti del Poli…w Dub music!!!

  3. […] Lee Perry è una delle personalità più geniali nella storia del reggae e più in particolare del dub, ed è riconosciuto che senza di lui la storia di questo genere musicale non sarebbe quella che […]

  4. […] Jah Shaka è un monumento alla storia del dub, in particolare a quella corrente che si è sviluppata in Inghilterra ed soprattutto a Londra, […]

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